Il counseling eco-biografico parte da alcune riflessioni sull'essere umano come organismo vivente parte di un eco-sistema e pone uno sguardo sulla biografia della persona estremamente rispettoso e valorizzante.
     
Uno sguardo nuovo sulla persona non può prescindere oggi dall’essere “ecologico”, uno sguardo cioè che tenga conto della persona in relazione a tutti gli esseri viventi e alla terra che li ospita. Una visione dell’essere umano strettamente connessa con la natura e quindi responsabile della salvaguardia di tutti i viventi, consapevole degli equilibri eco-sistemici per mantenere la vita sulla terra e la prosecuzione di tutte le specie, anche di quella umana.
Un approccio ecologico alla persona non può tralasciare la dimensione degli spazi esterni che ci permette di confrontarci con le reali potenzialità e limiti del corpo e della mente. Spazi esterni aperti, intesi come luoghi e paesaggi in cui il nostro campo visivo sia libero da stimoli disturbanti e in cui sia consentita una situazione di completo riposo del sistema nervoso e dello stato emotivo, spazi non ingombri di cose che sollecitano la parte razionale del nostro cervello (Jader Tolja, Francesca Speciani – Pensare col Corpo - TEA 2015).

É il corpo che permette, o non permette, all’individuo di entrare in relazione con l’esterno, che permette al sé di esprimersi. È il corpo che ci permette di attuare azioni e creare. È attraverso il corpo che conosciamo, attraverso l’esperienza che impariamo. È attraverso il movimento del corpo che apprendiamo. Non possiamo prescindere dal corpo nella relazione con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente, non possiamo sottovalutare quello di cui è composto il nostro essere: materia viva. Pensare quindi in termini di ecologia umana è pensare a come abitare in modo rispettoso il nostro corpo per essere in armonia e in equilibrio con il nostro habitat: la terra. Significa proteggere il nostro pianeta, considerandolo "un bene comune , intangibile, curato e custodito come si conviene all’unica casa possibile per la vita" (Stefano Mancuso – La nazione delle piante – Editori Laterza 2019).

L’aggettivo “biografico”, così come declinato in Arkè, fa riferimento a una visione della vita, ad un approccio, che ha l’obbiettivo di accompagnare processi di vita, a strumenti e pratiche ad orizzonti di pensiero. Questo tipo di sguardo rassicurante,  pone grande “rispetto” nei riguardi della vita di ogni singola persona e storia personale. Lo sguardo biografico accoglie, da valore, senso e significato al percorso personale. Lo sguardo biografico apre a nuovi orizzonti di senso, unici e per questo veri. Dare valore alla biografia apre le porte dell’anima e alla possibilità di abbracciare con amore la propria esperienza perché è nel sapere dell’anima che si cela la via, che si trova "la misura del proprio esistere, la direzione e il ritmo del proprio camminare nel tempo" (Luigina Mortari – Un metodo A- Metodico, La pratica della ricerca in Maria Zambrano, Liguori Editore 2006) . Trovare la misura del proprio esistere è ciò che può metterci in relazione armonica con noi stessi prima di tutto e con gli altri.

L’approccio biografico crea la possibilità di ri-pensare la vita, ri-significarla, ri-visitarla avendo la possibilità di trovare il senso profondo del cammino fatto, di stare con maggior lucidità nel presente e vivere l’attesa del futuro con più speranza.